Oggi è il suo giorno, il giovedì, e le ho comprato una bella melanzana... lei le adora.
Ho acceso una candela a questa orisha, unica e straordinaria, custode della porta del cimitero, intermediaria con il mondo dell'aldilà, dei nostri cari che non ci sono più.

E allora mi viene voglia di parlare un pò di lei, che tanto mi intriga e così diversa dagli altri...

Il suo primo bacio è stato con Babalù Ayè, moglie di Oggun, che però ha prima tradito e poi lasciato, per amore eterno di Changò che ha difeso dalle ire di suo marito.
E proprio lei ha salvato Changò dalla morte col suo intervento di guerriera quando Oggun (pazzo di gelosia e rabbia) stava proprio per prevalere...

(bellissimo il filmato degli Yoruba Andabo che racconta proprio questo pataki, con l'intervento successivo di Babalù Ayè che cura Changò ferito e l'arrivo di baba Obatalà che mette pace negli animi degli Oricha esacerbati)

Si, perchè è anche una grande guerriera, sempre a fianco di Changò in tutte le battaglie, che fa sue: per amore del suo amante.
Se deve combattere al fianco del suo amato e ha le mestruazioni che la indeboliscono, va fino al mare per fermare il mestruo e torna a combattere con lui. Che Orisha!

Tanto è forte nel carattere quasi maschile di guerriera, tanto è dolce nella sua danza così femminile: in una mano ha la scimitarra e nell'altra l'iruke... l'una per la crudele guerra, l'altro per la dolce danza e per cancellare "lo malo".

Un pataki dice che un tempo era lei l'Ocha duen~a del mare, ma che Yemaya con un tranello la indusse a scambiare con lei i rispettivi domini... e da allora lei restò nel cimitero e Yemaya nell'oceano.
Da allora è nato un odio profondo tra loro due, aumentato anche dalla contesa femminile per qualche amore...

E' l'unico oricha che non chiede il taglio dei capelli rituale durante l'asiento, anzi lo proibisce... e si raccontano storie portentose su chi per errore o altro voleva tagliare i capelli a una figlia di Oyà durante l'asiento...

E' lei la "madrina" della pietra Iman, poderoso strumento di "obras".
Ha una paura folle delle lucertole (c'è un gustoso pataki che spiega perchè), e per questo Changò non esita a fargliele trovare in ogni dove quando diventa troppo invadente o pericolosa...

Il suo numero è il nove, suoi sono tutti i colori dell'arcobaleno (tutti quindi, escluso il nero), suoi sono i venti dei 4 punti cardinali (che domina in accordo con Eleggua, Orunla e Obatalá), i temporali, le saette (mentre Changò possiede il tuono, kabiosile baba)...

Jekua Jey Yansá!

 

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