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La danza, il ballo in genere, č sempre stato un
elemento fortissimo di "comunicazione" sociale
tra uomo e donna, tra uomo e il resto della
comunitą.
La parte maschile ha sempre partecipato attivamente e in modo rilevante alle attivitą sociali di danza nella fase iniziale dell'umanitą. Pensa ai balli primordiali di uscita dall'infanzia o dall'adolescenza e relativo ingresso nel mondo dei grandi, della sessualitą, della feconditą. Pensa al ruolo maschile nelle danze di propiziazione della caccia o per la pioggia, o per ingraziarsi gli dei prima di una guerra. Pensa ai balli degli sciamani per salutare i propri defunti nel momento della morte. Ma anche alle grandi danze orgiastiche o contadine, ai carnevali medievali e alle feste di piazza: l'uomo aveva sempre una propria "fetta" di partecipazione evidente. Quindi, mi sono detto, č da escludere che gli uomini abbiano una forma di rigetto legata ad elementi "cromosomici" o comunque legati alla natura stessa dell'essere maschile e ci deve essere per forza un elemento *culturale*, legato ai tempi. Tanto per capirci: nulla di legato alla maggiore o minore produzione di testosterone o di chissą quale altra diavoleria ormonale che influenza i gusti, il piacere o le predilezioni musicali o l'umore. Niente di tutto questo. Anzi!!!! Laddove il maschio ha potuto dimostrare anche con la danza la propria virilitą, la propria forza, la propria salute, la propria attrattiva, la propria bellezza (diversa e che si completa con quella femminile), ebbene: ha sempre ballato e fatto ballare, conquistato ballando, o fatto lampeggiare sguardi femminili assassini e maliziosi. Ma a un certo punto č diventata prevalente nella danza (classica, e in altre danze), l'immagine di "eleganza", di "leggerezza", di "soavitą", di "delicatezza". E' passato il concetto, trasmesso da tutta la societą che via via si formava, di "spiritualitą"=eleganza, separando corpo da mente e relegando il corpo, il derma, agli ultimi posti in classifica della considerazione umana. Arrivando a nasconderlo, a sacrificarlo, a mortificarlo con movimenti ascetici ed asessuati. In tutto questo il maschio ha sentito venir meno alcune delle proprie caratteristiche vitali, che prima trasmetteva ed era felice di comunicare danzando: č sparita la dimostrazione di forza, la provocazione sessuale, la affermazione del proprio ruolo guerriero, la affermazione della propria identitą maschile. Cosģ facendo č venuto via via scemando il suo interesse per certi tipi di danza, considerata infatti "effeminata" cioč *troppo femminile* per interessare ai maschi, proprio perchč contiene troppi elementi propri della femminilitą e che non fanno sentire se' stessi uomini come ci si sente dentro in realtą. E' tutto troppo "altro" da come ci sentiamo, dall'immagine che abbiamo di noi o che vogliamo abbiano di noi come maschi. Per questo considero come benvenuti tutti gli "inquinamenti" afro che contaminano le danze occidentali di coppia, in quanto rimettono "in gioco" la mascolinitą vera (ma senza forzature machiste) e la femminilitą vera (senza paludamenti d'amor cortese ed etereo) in un equilibrio che molti definiscono "volgare" di per sč a prescindere da chi lo balla. Ma se ci pensi questa "volgaritą" che io chiamerei invece giusto ritorno ai ruoli di maschio e femmina (se non si esagera), ha ridato la voglia di ballare e la gioia di danzare a molti uomini compresi quelli che qui scrivono. Balliamo, guarda, balliamo ancora e siamo di nuovo pronti alla tua gustosa e deliziosa sfida antica, o donna. Senza per questo sentirci effemminati come Nurejiev (pace all'anima sua grande) o vecchie checche sculettanti, ma piuttosto uomini semplici e con la voglia di vivere e di giocare, di saltare e di provocare. Tutto per te... Ballando naturalmente. |
Sbandao
si no bailo me muero