Estudiando y Rumbeando?                                     Home Page


Ho partecipato, tra sabato e domenica scorsi, a "estudiando y rumbeando" di Eva ed Esmil Diaz, vicino al lago di Garda.
Volevo raccontarvi quello che ho visto e quello che ho pensato in questi due giorni di immersione nello studio.

E devo dire che è stato un modo bellissimo, rivoluzionario e nuovo di pensare e progettare eventi di questo tipo. Grazie ad Eva ed Esmil.

Non sono precisamente un novellino, lo sapete, oramai ne ho viste e vissute parecchie di manifestazioni e di stages, come sicuramente alcuni di voi. Tra questi ci metto il Conjunto, il Salsa World Festival di Roma, Maremma in salsa... e via dicendo...
In tutti questi appuntamenti salseri c'è questa classica impostazione: varie sale, vari insegnanti, vari stage della durata di un'ora circa, lotta tra decine di persone per le prime file, e poi... via da un'altra parte, in un'altra sala, con altri maestri, altre lotte.

Ma, siamo sinceri, cosa vi "resta" una volta finito il turbinio dei suoni, l'accendersi e spegnersi delle luci colorate e la meraviglia per la bravura o gli abiti dei vari insegnanti?
A me resta pochissimo, e posso immaginare cosa rimane a chi non ha molta esperienza: nulla!

Ebbene per una volta ho visto una cosa completamente diversa.

Si è seguito un "percorso" didattico. Proprio così... si vedeva chiaramente che tutto era stato ideato in modo che ci fosse una trasmissione agli allievi di ciò che si spiegava.

Materiale storico da leggere, materiale audio da ascoltare, materiale video da vedere, percussioni dal vivo per la dinamica particolarissima dei suoni, canzoni da imparare (importantissimo), e tanto tanto esercizio pratico per mettere in pratica gli insegnamenti che con calma e tranquillità e senza badare all'orologio ci venivano prima mostrati e poi anche spiegati (pesi, movimenti, dinamica, armonia con il ritmo).
Sono stati due giorni legati da un filo d'Arianna continuo e unitario, con un inizio e (purtroppo) una fine, una cosa unitaria interrotta solo dall'uscita di Sabato per andarci a divertire.... e ci vuole pure quello, no?

Il tutto in una struttura alberghiera immersa nel verde e fuori dalla confusione, un numero di persone sapientemente giusto, nè troppi nè pochi... insomma il Paradiso dei bailadores e anche dei bailarin.

C'erano infatti molti maestri (tra gli ultimi dei quali mi ci metto anch'io) venuti ad imparare con la necessaria umiltà da un incontenibile "professor" Esmil, carico di umorismo e che alternava momenti di grande serietà a momenti di puro divertimento con battute e gags a non finire.

E' stato veramente bello e l'unica cosa brutta è che è finito.

Sbandao
si no bailo me muero

 

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