UN INTERO PERFETTO          Home Page

"[...] Non mi era mai piaciuto ballare.

E mentre le altre volte mi ero sempre domandato come facesse l'altra gente a divertircisi tanto, adesso, d'un tratto, mentre il ritmo ci avvolgeva come un filo di seta chiudendoci insieme in un bozzolo, e le nostre gambe si muovevano intricatamente e magicamente insieme come le gambe di un unico essere, il segreto si rivelò: avevamo creato un'unità che faceva svanire il nostro senso di solitudine.

Eravamo due imperfette metà che si erano unite e facevano un intero perfetto, e quest'unione non aveva paralleli eccetto che nell'atto amoroso [...]"

(Richard Mason - Il mondo di Suzie Wong)

Questa definizione del ballo come "intero perfetto" mi è sembrata particolarmente affascinante...

Soprattutto per l'idea di perfezione che ne emerge: una perfezione che non è dovuta alla mancanza di difetti o errori individuali da parte dei ballerini, ma è il prodotto della capacità di compensazione tra due imperfezioni, tra due diversità... un completamento, o meglio, un "aggiustamento" reciproco che trova la sua concretizzazione nella danza, che proprio da queste imperfezioni prende forma e vita.


Vi siete mai sentiti veramente un intero perfetto, anche se solo per la durata di un ballo?

 

A me è successo… pochissime volte, ma è accaduto. E mi sono soffermata a riflettere sulle ragioni e le cause di una tale, totale, improvvisa alchimia tra me e il ballerino di turno.

Vivere un’emozione e completarsi, giusto il tempo della durata di un ballo.

Abbandonarsi e fidarsi...

 

Mi è successo … è successo di ballare con sconosciuti e di trovare, dopo solo qualche secondo e con mio enorme stupore, grande sintonia, comunicazione, voglia di sorridere, di godere di quel ballo...

Di avvertire una guida delicata e fluida, ma al tempo stesso capace di farmi eseguire figure mai viste prima con una naturalezza sconcertante per me... Di sentirmi leggera leggera...

Di sentire crescere l'intesa nella danza col passare dei minuti, di concludere il ballo completamente soddisfatta delle sensazioni provate e della gioia condivisa ed anche di chiedermi, una volta finito il ballo: "Com'è stato possibile con uno sconosciuto?"

Strano a dirsi… Eppure accade, penso sia accaduto a tutte almeno una volta.

 

Consapevole del fatto che questa sia una delle tante, meravigliose possibilità che la magia del ballo mi offre, mi sono chiesta più volte: quali saranno mai i fattori che contribuiscono a creare questo feeling unico tra due ballerini?

Ci ho riflettuto molto e alla fine ho concluso che, in fondo, non basta soltanto una buona predisposizione da parte della dama, così come non basta da sola una corretta guida da parte del cavaliere.

Perché un semplice ballo risulti un intero perfetto, occorre “costruirlo” in due... e avere non solo la capacità di guidare o ascoltare, ma anche e soprattutto la voglia di mettersi in gioco...

Che ci si conosca o meno...

JOELLE

 

 

 

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