Il tempo nella Salsa  bailando con sabor         Home Page

 
 
La salsa è caratterizzata da una parte dalla massiccia presenza di percussioni, dall'altra dalla mancanza della classica batteria jazz, anche se ultimamente viene utilizzata sempre piu' spesso dai gruppi cubani e da qualche arrangiatore (vedi Sergio George) in vena di sperimentazioni.

Cresciuti al ritmo di cassa e rullante diventa cosí difficile per noi occidentali riuscire a decifrare la ritmica della salsa e di conseguenza il tempo. Ma prima ancora di affrontare la problematica del tempo vediamo di scoprire come è composta un'orchestra di salsa, in particolare quali strumenti fanno parte della sezione ritmica.

Tutta la musica che trae origine dal son gira ntorno alla rigida struttura che determina il colpo della clave: ( tre colpi - pausa - due colpi ) ( clave 3/2 ) ( pausa - due colpi - tre colpi ) ( clave 2/3 ). La clave viene eseguita da due bastoncini di legno chiamati claves che servono a scandire il tempo. Tanto importante è la funzione della claves che a Cuba si è sempre usato dire: "Sin clave no hay son" (Senza la clave non esiste il son).

La sezione ritmica è composta inoltre dalle congas (due tamburi cilindrici di un metro) che hanno un ruolo insostituibile:dai bongò (due piccoli tamburi uniti da un pezzo di legno) che hanno una funzione piuttosto di ornamento e dai timbales (due tamburi forati appoggiati sopra un tripode) che spesso assumono un ruolo solistico. Un altro strumento insostituibile è la campana (detta anche cencerro) che viene utilizzata per scandire il tempo, soprattutto nella parte del montuno. Strumenti di contorno sono anche il guiro (una piccola cassa armonica di legno che si suona grattando con una bacchetta) e le maracas (due palle ovali generalmente ripiene di rami secchi).

A completare la sezione ritmica ci sono il piano e il basso. Accanto a loro troviamo la sezione fiati, composta generalmente da due trombe, due tromboni o in alternativa sax baritono o tenore. Le charangas sono invece caratterizzate dalla presenza di flauto e violini. Rare la presenza nella salsa di chitarre, tastiere e sintetizzatori, mentre praticamente scomparsa nell'attualità la presenza di strumenti tipici a corda come il tres cubano e il cuatro portoricano.

La salsa musicalmente parlando è un tempo quaternario, ovvero un 4/4. La clave, che è la struttura ritmica sulla quale si basa ogni composizione salsera si scrive però (anche per una facilità di lettura) su due battute ed è importante se si vuol ballare su di essa suddividere il tempo in otto crome: un-dos-tres-cuatro-cinco-seis-siete-ocho. Alcuni insegnanti abituano i loro allievi a contare per ogni battuta solo i primi tre tempi della musica, ovvero: un-dos-tres; un-dos-tres. è a mio parere un'attitudine controproducente perchè c'è il rischio che l'allievo dimentichi che esiste un quarto tempo dove generalmente cade la pausa. Inoltre se si vuole ballare a tempo e sulla clave è fondamentale entrare sempre sull'uno della prima battuta. Se si entra invece sull'uno della seconda battuta (quello che è in realtà il quinto tempo) ci si ritrova infatti a ballare fuori clave ed il ballo perde tutto il suo sabor.

La maniera piu' idonea per contare il compas della salsa diventa quindi: un-dos-tres-pausa; cinco-seis-siete-pausa. Musicalmente parlando questa teoria è però inaccettabile. Se è vero che nella salsa tutto è relativo è anche vero che esiste un pentagramma musicale e quindi se il nostro intento è quello di ballare sulla clave esistono soltanto due maniere possibili di farlo: a tempo (quindi sul battere) o in controtempo (il famoso levare, tipico ad esempio della musica reggae). Non ha senzo infatti entrare nel terzo tempo della musica, in quanto nessuno strumento musicale ha l'accento forte sul terzo tempo, senza dimenticare che tutti gli stacchi musicali sono generalmente eseguiti sul primo tempo della musica.

A confortare questa tesi sappiamo che esistono due tipi di clave: quella 3/2 e quella 2/3, questo ci spiega perchè la salsa si può ballare sia tempo che in controtempo. Se balliamo a tempo siamo sulla clave 3/2, se balliamo in controtempo invece siamo sulla clave 2/3, che non a caso è considerata la chiave del son, ballo che veniva eseguito rigorosamente in controtempo. Tutti i balli di origine afro-cubana nascono infatti in controtempo seguendo i colpi delle percussioni che hanno l'accento forte appunto sul secondo tempo della musica. Seguire le percussioni era un'attitudine tipica del ballerino di origine africana, mentre il ballerino di origine europea si sentiva sicuramente piu' a suo agio a ballare sulla melodia, tesi fra l'altro avvalorata dalla famosa studiosa cubana Graciela Chao Carbonero nella sua opera "El Casino".

La salsa in controtempo molto in voga negli anni '50 e '60, durante l'epoca d'oro del Palladium di New York è ritornata soprattutto a Puerto Rico alla ribalta. Il che non vuol dire però che tutti i portoricani ballano in controtempo, anzi! Abbiamo già osservato come la concezione del tempo per molti ballerini (soprattutto quelli che non hanno una preparazione musicale) sia assai relativa. Ci sono ballerini che entrano sulla musica come gli pare: alle volte sull'uno, alle volte sul due, alle volte sul tre dipenda da come in quel momento essi sentono la musica. A livello accademico non possiamo però considerare esatta quest'attitudine perchè dobbiamo al contrario, proprio per non confondere le idee, trasmettere agli allievi, l'esatta comprensione di cosa voglia dire ballare a tempo o in controtempo. Assolutamente sbagliato è invece passare nel corso della stessa salsa dal tempo, al controtempo. Questa attitudine denota una completa mancanza di dominio della ritmica e non è giustificabile.

Ballare a tempo (ovvero sull'uno) significa seguire gli accenti forti e naturali della musica. Il cantante entra a tempo, così come il piano, come il basso, come gli strumenti a fiato. Le percussioni hanno invece l'accento forte sul secondo tempo della musica. Ad esempio ancora piu' che la clave che spesso non è presente nelle composizioni salsere, in quanto sottintesa, è fondamentale seguire il compas ritmico delle congas, caratterizzato da due colpi sincopati e da un colpo secco (semplificando pensate al famoso DADA-UM-PA, dove il DADA, la sincope, corrisponde all'ottavo tempo, l' UM alla pausa, ovvero il primo tempo, e il PA, il colpo secco, al secondo tempo della musica. Se vogliamo ballare in controtempo dobbiamo quindi focalizzare la nostra attenzione sul colpo secco delle congas ed entrare su di esso. è importante però sottolineare come anche nella interpretazione del controtempo ci sono diverse scuole di pensiero. I cubani ad esempio eseguono un passo d'entrata sulla sincope della conga (il DADA corrispondente all'ottavo tempo), effettuano quindi una pausa sul primo tempo per poi seguire il compas dos-tres-quatro. Alcuni insegnanti di New York, seguendo una loro personale e discutibile teoria, entrano sul posto sul primo tempo per poi marcare in avanti (le donne) o indietro (gli uomini) il secondo tempo della musica. In questo caso però il compas rimarrà quello del tempo, e anche la dinamica del ballo sarà molto diversa rispetto a quella del: dos-tres-cuatro.

E' importante sottolineare infine come esiste un tempo naturale, quando per ogni beat (croma) della musica corrisponde un passo; un tempo medio laddove ad ogni singolo passo corrispondono due beat della musica (una semiminima); un tempo sincopato quando per ogni singolo beat utilizziamo piu' di un passo (come nel caso del cha cha cha).
 

Enzo Conte

 

 

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